La sezione dedicata agli approfondimenti giuridici e fiscali

Oggi è necessario sapersi districare nei meandri delle leggi, dei regolamenti, delle noramtive fiscali e tributarie.

Le tematiche riguardanti beni immobili, sia nell'ambito del trasferimento degli stessi sia anche nella gestione e valorizzazione sono innumerevoli.

Dopo la Sententenza della Corte di Cassazione a Sezioni Unite del 22 marzo 2019, n.8230, che delinea definitivamente il confine di negoziabilità degli immobili (in presenza di una dichiarazione reale e attribuibile a quell’immobile, il contratto è valido, a prescindere dalla conformità o difformità della costruzione rispetto al titolo, per “la decisiva ragione che tale profilo esula dal perimetro della nullità”) è divenuto oltre che utile anche indispensabile un controllo sull’effettiva esistenza dello strumento edilizio nonché sulla sua riferibilità all’immobile oggetto del trasferimento.

La soluzione adottata dalle Sezioni Unite, difatti, non è dissonante rispetto alla finalità di contrasto all’abusivismo edilizio, ma ora è la parte acquirente, per effetto della prescritta informazione, che deve di valutare la regolarità urbanistica del bene prima dell'acquisto: in caso di immobili gravati da irregolarità (abusivismo), difatti, l'atto di trasferimento resta valido anche se poi si dimostri che il manufatto sia stato realizzato in maniera difforme rispetto a quanto previsto dal titolo concessorio a patto che il venditore abbia dichiarato in atto in forza di quale titolo è stato costruito l'immobile che intende alienare e che il venditore non abbia dichiarato l'immobile è stato costruito in forza di titolo abilitativo che poi si dimostri inesistente o riferito ad un fabbricato diverso da quello venduto.

Ciò però lascia immutata la questione della regolarità urbanistica del bene immobile, il quale, laddove si rivelasse difforme rispetto al titolo urbanistico, resterebbe soggetto, senza limitazioni di tempo, all'azione repressiva della pubblica amministrazione, (fatta salva la possibilità di sanatoria della difformità in forza della normativa vigente in particolare l'art. 36 del D.P.R. n. 380/2001 - t.u. edilizia e delle altre norme applicabili alle fattispecie concrete), che in tal caso sarebbe in capo all'acquirente.

Per questo mettiamo a disposizione una apposita sezione in cui poter trovare articoli e spunti pratici inerenti il campo edilizio in cui gli argomenti sono trattati per sezioni.